
Lavica
Maschera moderna che celebra il legame di Acireale con l'Etna: nero lavico, rosso magma e dettagli d'oro raccontano la potenza del vulcano.
Dalle battaglie di limoni del Seicento ai carri illuminati di oggi: satira, fiori e lava tra Etna e Mediterraneo.
Il Carnevale siciliano ha origini nel Medioevo, nel periodo di libertà che precedeva la Quaresima, ed è una tradizione documentata fin dal 1594.
La tradizione è evoluta dalle battaglie di limoni del Seicento ai primi carri di cartapesta dell'Ottocento, con epicentri in Acireale e Sciacca.
Il Carnevale siciliano dura circa due settimane di sfilate e concerti. Il clou dei festeggiamenti è il Martedì Grasso, che segna la fine delle celebrazioni.
Tra i dolci: chiacchiere con sanguinaccio, pignolata, cannoli e cassata. Tra i piatti salati spiccano la pasta al sugo di maiale, le costine e la salsiccia — cucina dell'abbondanza prima dell'austerità quaresimale.

Maschera moderna che celebra il legame di Acireale con l'Etna: nero lavico, rosso magma e dettagli d'oro raccontano la potenza del vulcano.

Personaggio di Termini Imerese che simboleggia l'inverno che cede alla primavera; oggi è divenuta simbolo di tutela ambientale.

Creata nel 1667 per ridicolizzare nobiltà e clero, porta con sé versi satirici che legge a voce alta durante le sfilate.

Parodia dell'aristocrazia arrogante: medaglie finte e abiti esagerati smontano i vizi di una classe che si prende troppo sul serio.